LA MEDICINA NEL RINASCIMENTO

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STORIA DELLA MEDICINA

 

LA MEDICINA NEL

 

RINASCIMENTO

 

IL 1400

Il Rinascimento segna la rinascita della medicina moderna, sulla spinta del metodo sperimentale e della libertà di pensiero. Il ‘500, in particolare, è il secolo d’oro dell’Anatomia. A questa disciplina contribuiscono grandi artisti come Leonardo, Mantegna, Michelangelo e Durer, autori di studi anatomici molto interessanti. Tuttavia, sono i grandi medici a far fare il salto di qualità a questa branca della medicina. Andrea Vesalio, Gabriele Falloppio, Bartolomeo Eustachio, Filippo Ingrassia, Arcangelo Piccolomini, Cesare Aranzio, Costanzo Varolio, Andrea Cisalpino furono i più grandi anatomisti dell’epoca. Molte strutture anatomiche portano ancora oggi il nome di questi scienziati, per ricordare chi le scoprì o le studiò per primo.

PARACELSO

Paracelso

Paracelso

Philippus Aureolus Theophrastus Bombastus von Hohenheim detto Paracelsus o Paracelso, alchimista, astrologo e medico svizzero è una delle figure più rappresentative del Rinascimento. Fu il più grande rappresentante della medicina del Rinascimento. Era figlio di Wilhelm von Hohenheim; suo padre era laureato in medicina presso l’università di Tubinga. Nacque nel 1493 a Einsiedeln (Svizzera), si laureò a Ferrara e girò tutta l’Europa, Italia, Spagna, in Germania, in Inghilterra, in Svezia, in Russia, in Polonia ed in Transilvania per diffondere le sue conoscenze. Si tratta di una figura molto complessa, che spaziò dall’alchimia, all’astronomia. Paracelso, per primo, tentò di coltivare cellule al di fuori dell’organismo e fu uno strenuo sostenitore del metodo sperimentale. Il suo interesse per l’alchimia non è un passo indietro nel progresso della scienza. Rappresenta, invece, il tentativo di spiegare con la chimica i fenomeni fisiologici. La sua importanza in campo farmacologico è dovuta al fatto di essere stato il primo a raccomandare l’uso di sostanze minerali e di prodotti chimici per la cura delle malattie diversamente da quanto esposto nelle precedenti dottrine dove ci si limitava all’uso di piante ed estratti vegetali; Paracelso fece bruciare pubblicamente dai suoi studenti i testi di Galeno ed Avicenna, bollandoli come ignoranti in materia medica.Questo atteggiamento, in forte contrasto con quello di Galeno, si affermerà sempre di più nei secoli seguenti.

Opere
• Vom Holz Guaico, 1529.
• Vonn dem Bad Pfeffers in Oberschwytz gelegen, 1535.
• Die große Wundarzney, Ulm 1536.
• Philosophia magna, tractus aliquot, Köln 1567.
• Von den Krankheiten so die Vernunfft Berauben, Basel 1567.
• Philosophiae et medicinae utriusque compendium, Basel 1568.
• Kleine Wundartzney, Basel 1579.
• Opus Chirurgicum, Bodenstein, Basel 1581.
• Opera omnia medico-chemico-chirurgica, 3 voll., Genf 1658.
• Liber de nymphis, sylphis, pygmaeis et salamandris et de caeteris spiritibus

               L' alchimista  L' alchimista

 

FRACASTORO 

Fracastoro

Fracastoro

 Girolamo Fracastoro (Verona, 1478 – Incaffi, 1553) è uno dei fondatori della moderna patologia. Medico, filosofo, astronomo, geografo, teologo e letterato, è contemporaneo di Paracelso e anch’egli grande innovatore, effettuò importanti studi sulle malattie infettive. Per primo egli intuì che queste patologie fossero trasmesse da agenti microscopici che chiamò “seminaria prima“, i precursori dei microrganismi patogeni, con la capacità di moltiplicarsi nell’organismo e di contagiare altri attraverso la respirazione e altre forme di contatto. Studiò il tifo e la sifilide; quest’ultima malattia, in particolare, all’epoca rappresentava una grande piaga. Per questo motivo gli studi di Fracastoro furono accolti con grande interesse. Fu collega e amico di Copernico, lavorò anche come professore di logica all’Università di Padova. Fu archiatra di papa Paolo III.
Bibliografia
• “Syphilis sive de morbo gallico” sotto forma di poemetto del 1530
• “De contagione et contagiosis morbis” trattato del 1546.

 

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         AIKATERINI  KARYDI  ©